Federico Talami professore

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Federico Talami professore

Messaggioda lidia.pege » dom mag 02, 2021 7:49 pm

Trovo molto importante ricordare oggi il Prof. Talami dai banchi, anche se virtuali, del
consiglio comunale per il significato che questa assemblea, organo collegiale locale, ha
sempre avuto nel tempo di vita dedicato, da questo sindaco, a servizio della città. E anche
trovo significativo per tutti noi per il momento della sua convocazione: a cavallo tra il 25
aprile e un difficile primo maggio purtroppo “agonia” e non “festa” dei lavoratori.
Nel ricordare il prof. Federico Talami molto si è detto in questi giorni: i ricordi, gli aneddoti,
I luoghi comuni si rincorrono, alcuni aspetti sono stati riconosciuti e valorizzati, altri sono
rimasti più sullo sfondo. Ed è a tre di questi che intendiamo dare rilievo: il suo essere
antifascista, il suo stare dalla parte del popolo e dei lavoratori e il suo massimo rispetto,
appunto, per il consiglio comunale in quanto principale assemblea pubblica cui
competono gli atti fondamentali di indirizzo, programmazione e pianificazione, di controllo
e di verifica della vita politico-amministrativo della città.
Poco in questi giorni si è evidenziato della posizione convintamente antifascista,
strutturalmente antifascista, un punto granitico nella visione del mondo personale,
familiare ed etico- politico di Talami, stella polare che orientò buona parte delle sue scelte
ed energie.
Ne sono concreta riprova infinite attività e prese di posizione: la cura con la quale
organizzò, nei suoi 4 mandati amministrativi, la festa del 25 aprile, i concorsi nelle scuole
per raccogliere, attraverso un’attiva partecipazione degli studenti, i ricordi e le
testimonianze di genitori e nonni, ex internati, partigiani che poi vennero rese pubbliche e
premiate. Lo confermano anche ii bollettini comunali interamente dedicati alla resistenza,
alla liberazione. Due in particolare: quello dell’ anno 1 n. 4 25 aprile 1974 interamente
dedicato alla resistenza dove si ricorda anche il gesto di Mons. Mazzarotto che nell’aprile
del 1945 salvò da rappresaglia tedesca ben 70 giovani di Lozzo offrendo in cambio la
propria vita, e uscito indenne, e quello dell’anno successivo il n.2 dell’aprile 1975
dedicato al trentennale della liberazione, dove vengono ricordate le gesta della brigata
Trentin, le figure di Peghin, i funerali di Malachin e Pillon, la fucilazione di Luigi Pierobon e
l’impiccagione di Flavio Busonera il 17 agosto del 44 il cui legame con la famiglia fu
sempre nel segno di una particolare gratitudine e viva riconoscenza per il sacrificio del
medico, famiglia sempre invitata ad ogni manifestazione pubblica da Talami durante gli
anni della sua amministrazione.
Per il trentennale della Liberazione, poi, la Giunta Talami aderì formalmente al Comitato
Antifascista di Abano terme che vide l’adesione dei partiti politici comunali, enti e
associazioni e il 23 marzo del 75 Talami con il sindaco di Padova e alcuni sindaci della
Provincia incontrò Sandro Pertini in visita a Padova anticipandogli formalmente il
Comitato..
Questi e molti altri gesti concreti di Talami testimoniano a noi oggi che la liberazione dal
fascismo non può e non deve essere soltanto un momento di trasmissione della memoria,
ma richiede la capacità di rapportarsi al presente, per cogliere la continuità di un
fenomeno, i suoi tratti evolutivi, la sua possibile trasformazione e presenza nel contesto
attuale, la necessità e l’attualità di essere e di dichiararsi ancora oggi: antifascisti. Le
pagine da lui scritte anche nelle sue ultime pubblicazioni sollecitano ad una coscienza
vigile perché il ventennio fascista non è una pagina definitivamente chiusa, un incidente
della storia. Siamo in presenza, infatti, di una crisi della democrazia, non solo in Italia, che
può aprire spazi a soluzioni autoritarie, certamente autoreferenzialità politiche, gestione

del potere in solitaria, senza confronto e scambio democratico e, come ebbe a scrivere
Talami: “da costoro giustamente gli italiani vogliono difendersi e tutelarsi, come pure da
tutti coloro che abusano del proprio potere”.
“La libertà si garantisce con la giustizia: e giustizia – scrive talami – esiste se si garantisce
il lavoro per tutti, evitando ogni forma di sfruttamento, se si contribuisce tutti al bene della
comunità… “La lotta di liberazione deve continuare – esorta – per noi di Abano liberazione
significa garantire il rispetto dei lavoratori e dei loro diritti: non è un capriccio per loro la
difesa del lavoro, é fare il possibile per assicurarsi la continuità del posto. E in questo
passaggio il professore, in modo esplicito e con la franchezza che lo ha sempre
contraddistinto, scrive: “Occorre garantire un maggior potere al popolo, riducendo la forza
di chi pretende solo di “tener sotto” la popolazione”. E qui si parla di rappresentanza e
partecipazione!
Fare politica con e per il popolo è, infatti, un altro tema portante dell’agire politico che nelle
amministrazioni Talami si è concretizzato in una infinità di iniziative importanti per la
qualità di vita per la popolazione aponense in termini di salute, diritto alla casa, alla scuola,
alla cultura, allo sport e al lavoro. Solo un breve accenno ad alcune:
Ad inizio del primo mandato vi fu l’adozione del primo Piano regolatore, la
programmazione della costruzione e realizzazione di alcune scuole della città, una
dedicata a Busonera, la visita ad Abano del Presidente della repubblica Antonio Segni che
fu accolto in Municipio da tutte le rappresentanze politiche, economiche e religiose della
città..
Nel1964 vi fu l’immediata adesione del comune di Abano terme alla a Campagna
Nazionale Antipoliomelitica Sabin con un piano vaccini ( diremmo oggi) efficace che ha
permesso di raggiungere tutta la popolazione infantile in breve tempo contribuendo ad
estirpare la polio nel nostro paese.. I vaccini per tutti i bambini in età della città si
effettuavano alla ex casa del fascio nel viale delle terme. Venne comprato anche lo stadio
di Monteortone, negli anni ampliata la palestra della Vittorino da Feltre e predisposto il
progetto per il palazzetto dello sport. Talami non era particolarmente addentro
all’esperienza della pratica sportiva ma era affiancato da politici appassionati e tecnici
competenti di cui si fidava e con i quali condivise un progetto di lungo respiro.
Nel 1965 fece partire il primo piano di edilizia popolare per garantire il diritto alla casa ai
cittadini meno abbienti;
Nel 1970 inaugurò la biblioteca civica intesa come spazio laico, tenendo la barra dritta tra
le diverse polemiche che si erano innescate.
Come ricordò, ancora con forte emozione alla presentazione del suo ultimo libro al cinema
Marconi, nel 1971 l’amministrazione comunale per molti mesi fece opera di mediazione a
fianco dei lavoratori termo-alberghieri in sciopero in uno dei periodi più conflittuali e di
tensione per tutto il comparto.
Sappiamo bene la storia del lascito nel 1972 da parte della signora Isabella Bassi
Rathgeb,e la lunga sequela che si è conclusa positivamente con l’inaugurazione del
Museo. Ma poco si ricorda la cittadinanza onoraria data a due grandi letterati: Diego Valeri
e Biagio Marin che per anni hanno onorato Abano della loro presenza e delle loro lezioni
magistrali sulla letteratura e, in particolar modo, sulla poesia.

Non può essere taciuto il lavoro per la definizione del PURT nel 74 il Piano di Utilizzo della
Risorsa Termale con tutte le criticità e le pressioni ricevute, le contraddizioni e gli aspetti
tuttora irrisolti.
In un incipit Talami scrive in grassetto: “ Si dice sempre che la politica è una cosa sporca,
la politica è cosa da politicanti, da specialisti; basta votare di tanto in tanto, poi gli altri si
arrangino. Ma la politica è un’altra cosa: è occuparsi dei problemi della società in cui
viviamo, è occuparci dei problemi degli uomini, per trovare insieme una soluzione che
riguarda le loro esigenze di libertà e giustizia.” E questo trovare insieme una soluzione
ritorna in uno degli scritti da Sindaco in cui si compiace che il clima relazionale e
collaborativo all’interno del Consiglio sia molto migliorato: “Con soddisfazione è stata
notata proprio dai consiglieri di opposizione una maggiore cordialità, una più ampia
comprensione tra singoli consiglieri e gruppi diversi; si è visto instaurare un dialogo tra
forze politiche diverse che ha stupito chi ricordava il clima di altri tempi…E’ pur vero che
alcune scelte hanno provato dissensi anche all’interno dei gruppi, ma a me pare di poter
sottolineare come le grandi scelte di fondo siano state condivise da tutti i consiglieri
comunali. E’ prevalsa nel nostro consiglio una netta linea antifascista, è prevalso un netto
rifiuto della conservazione, è prevalso, nella sua forma più opportuna, quello spirito di
fraternità che ha trovato in quegli aiuti al terzo mondo una espressione simbolica sì, ma
che pure è riuscita a provocare una reazione di forze conservatrici”.
La scomparsa del Professore ci lascia tutti orfani ma ci pone anche nella condizione
evolutiva di diventare tutti testimoni ed eredi. Se il vero erede è colui che tiene vivo il fuoco
e non adora le ceneri, allora ognuno di noi dovrà non solo fare i conti con la sua eredità,
quella che riconosce buona e utile per sé, in quanto generazione successiva, ma
impegnarsi con responsabilità e coscienza per continuare a declinare il proprio agire
politico a servizio della libertà, della giustizia e del bene comune.
Termino il mio intervento ricordando un ultimo “appello” scritto dal Prof. Talami che mi ha
commossa ed è secondo me una estrema sintesi del suo testamento umano,
professionale, politico ed etico. Non è in prima persona, racconta di un partigiano, ma a
me piace pensare che sia il suo alter ego. Scrive Talami:: “Prima di morire un partigiano
cecoslovacco Julius Fucik scrisse: “Uomini io vi ho amato. Voi Vigilate!”
Monica Lazzaretto
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